Tra "polis" e "arete' "


lunedì, novembre 24, 2003
 
 
L'architettura è condizionata dallo spirito di un'epoca
e lo spirito di un'epoca è fatto delle profondità della storia,
della nozione del presente, del discernimento dell'avvenire.
Le Corbusier
 
 
 
L'esperienza di Bernardo Rossi-Doria
tra "polis e aretê"
"Dove collocare il percorso umano, intellettuale , formativo di Bernardo Rossi-Doria se non tra "polis" e "arete ", in quell'area garbata ed eloquente della esemplarità, dell'equilibrio, della coerenza , la dove si tesse l'armonia della convivenza pacifica e il rispetto profondo di sè in relazione agli altri e al mondo che ci ospita."
Bernardo Rossi-Doria è Docente di Urbanistica, Direttore del Dipartimento «Città e Territorio» dell'Università di Palermo. Ha effettuato ricerche ed insegnato negli USA. E' stato Segretario Generale di «Italia Nostra»; Consulente di organismi internazionali e nazionali. E' stato Assessore del Comune di Roma per il Tevere e Litorale e per il Turismo e Sport. E' autore di progetti e piani urbanistici. E' autore di pubblicazioni, articoli e saggi su quotidiani e riviste in materia di assetto del territorio e tutela e valorizzazione dei beni culturali e dell'ambiente.
Facoltà di Architettura di Palermo
Percorsi formativi di Laurea
in

Dall'Intervento di Bernardo Rossi-Doria all'Apertura dell’anno accademico 2003 - 2004

È il terzo anno del nuovo ordinamento triennale, ed è anche l’anno in cui si concluderà l’esperienza del programma Campus-One.

Nel rivolgermi a voi tutti, oggi non posso non fare riferimento a quanto ho detto un’anno fa in occasione dell’avvio dell’anno accademico che si è appena concluso.
Allora impegnai tutte le componenti del CdS, studenti, docenti e personale amministrativo, a fare una riflessione sul modo con cui ciascuno avrebbe svolto il proprio compito assumendo un impegno a migliorare se stessi ed il processo formativo di cui siamo partecipi.
Il Progetto Campus One e soprattutto l’obbligo che esso ci ha imposto ad avviare un procedimento di valutazione ci ha molto efficacemente indirizzati verso questa azione di miglioramento. ......

........Uno degli immediati risultati documentabili in questa sede, a proposito del corso PTUA sta nel processo di miglioramento che quasi naturalmente si è innescato e si documenta fin da oggi con almeno due documenti che vengono ora divulgati.
La stesura del secondo rapporto di autovalutazione, chiuso nel mese di luglio, che viene oggi distribuito, se confrontato con il primo rapporto distribuito lo scorso anno consente di verificare i passi avanti fatti in questo anno, fin nei minimi dettagli, costringendoci anche a farci carico di problemi importanti ma tradizionalmente trascurati.
Viene anche distribuito un primo “rapporto sulla didattica” di fine anno che costituisce un documento di sintesi che piacerebbe diventasse istituzionale per fissare con esattezza il punto di partenza in cui ci troviamo all’inizio di ogni anno accademico......

........... Io voglio sperare che coloro che hanno scelto questo percorso lo abbiano fatto con altrettanta passione di quella di coloro che si sono iscritti negli scorsi anni.
Vogliano cioè seguire i corsi con assiduità e vogliano accettare quelle poche regole di comportamento che abbiamo finora ritenuto di far valere, allo scopo di mantenere alta la qualità della formazione che acquisiranno.

Tra i risultati ottenuti vorrei citarne altri due:
Il primo apparentemente di routine è stato lo svolgimento del primo Viaggio di laurea del CdS PTUA, diverso da quello del CdS in Architettura, caratterizzato così come abbiamo voluto da opportunità di conoscere importanti esperienze specifiche della pianificazione in Francia. Una novità che contribuisce a dare specifica identità al corso di laurea. Da questa esperienza appena conclusa abbiamo già aperto una riflessione sull’opportunità di abbinare l’dea tradizionale del viaggio con quella dello stage. La straordinaria disponibilità riscontrata tra gli amici francesi ci incoraggia a costruire un progetto così ambizioso e così esposto a restare un sogno.
Il secondo è il conferimento del premio per l’eccellenza nell’insegnamento nelle facoltà di pianificazione europee conferito dall’AESOP , Associazione Europea delle Scuole di Pianificazione, al laboratorio coordinato con altri corsi affini del terzo anno del CdS in PTUA. Merito questo dei docenti che si sono coordinati, risultato, consentitemi di dirlo dell’azione di miglioramento che noi tutti insieme abbiamo voluto promuovere.

Da quanto ho detto finora sembrerebbe che io mi sia rivolto in termini autocelebrativi, prevalentemente ad una platea di persone che vivono da tempo all’interno di questa realtà. Sono invece qui presenti i nuovi iscritti, che probabilmente si saranno documentati prima di scegliere questo percorso formativo. Lasciatemi credere che molti di loro abbiano potuto ascoltare, grazie al supporto del COT alcune conferenze introduttive fatte nelle scuole secondarie da parte di alcuni nostri volonterosi colleghi tra cui il Preside della facoltà. Altri avranno consultato il sito del corso altri ancora avranno avvicinato la segreteria ed il manager del corso per acquisire documentazione.
Insomma qualcosa abbiamo fatto, per prevenire gli abbandoni attraverso un realistica informazione preventiva. Qualcosa di più organico bisognerà fare ancora.
Come ho già detto, noi vorremmo che chi di voi si è iscritto l’abbia fatto consapevolmente e con un minimo di passione ed interesse per questa disciplina, la pianificazione urbanistica che dobbiamo pur dirlo, non vive una stagione particolarmente felice.
Basti pensare che pochi giorni fa a Roma, si sono incontrati i capi di tutti i governi presenti e futuri aderenti all’ Unione, per discutere della Costituzione Europea. Ebbene in quel testo predisposto da esponenti illustri ed autorevoli dei paesi fondatori dell’unione il problema del territorio come quello dei beni culturali non sono trattati tra le grandi opzioni del progetto costituzionale.
I diritti del cittadino europeo sono messi al centro di questo fondamentale documento che come sappiamo parla del nostro futuro. Come ne hanno parlato e ne parlano tuttora le carte costituzionali degli stati.
Ebbene ne ho letto una versione. Non è agevole. La difficoltà di capirne il senso denuncia una difficoltà di sintesi. Consentitemi di rilevare che in quel testo il cittadino ivi prefigurato sia un cittadino senza città e senza beni culturali senza territorio,.
Il territorio è appena e marginalmente trattato come oggetto senz’anima di politiche neanche enunciate.
Come se l’Europa non avesse rappresentato la sua storia e costruito la sua identità sopra un territorio che non sarebbe tale se l’Europa stessa non ci fosse!
Quel testo d’altra parte non è piaciuto a molti, per motivi che non sono quelli che qui discutiamo. Ci sarebbe dunque ancora tempo per farsi vivi per discutere questo argomento che a me pare fondante.
Ma anche guardando al nostro paese non possiamo essere ottimisti. Si, è vero . la Costituzione italiana è chiara sulla questione del territorio, ancor più chiara per quanto riguarda i beni culturali: gli dedica uno dei primi articoli
In queste settimane un gruppetto di giuristi inavveduti sta scrivendo testi volti anche ad annacquare questo principio, dato che nessuno osa abolirlo, ma per ora l’art. 9 ancora è in piedi.
Ma accanto al programma costituzionale vigente c’e l’attuazione del suo contrario.
L’abusivismo edilizio è il contrario del governo del territorio in nome della collettività, e in questi giorni ancora una volta se ne vuole certificare la legittimità, col pretesto che prima di tutto occorre far tornare i conti.
Con questo l’urbanistica viene declassata in disciplina che interviene dopo che sono stati compiuti guasti e non prima come vorrebbe l’idea stessa di pianificazione.
Ancora una volta gli urbanisti sembrano voler essere chiamati a metter toppe in vasti territori devastati dalle pratiche cieche di urbanizzazione distruttiva. Pratiche cieche perché incapaci di incorporare in sè la memoria dei luoghi interessati, e per questo capaci di cancellarne le tracce, privando i cittadini di un diritto indiscutibile al riconoscimento dei luoghi in cui vivono ed operano.
Ricreare ambienti urbani a partire dalla cancellazione della memoria? E’ un interrogativo deprimente. Quel che hanno prodotto ovunque i promotori delle urbanizzazioni abusive non riesce ad essere riconoscibile se non per valori negativi, per bruttezza… E cimentarsi nel cosiddetto “recupero” pare impossibile ed improbabile se fondato sulle premesse della cancellazione della memoria. Si rischia di sostituire del brutto con altro brutto.
Ma tant’è. La realtà del territorio italiano è largamente caratterizzata da urbanizzazioni abusive. Gli urbanisti saranno chiamati a dire la loro anche in relazione a questo. E nonostante lo scetticismo ci proveremo.
Ma vorremmo farlo sapendo che l’abusivismo è e resta stagione e prassi defintivamente chiusa.
Vorremmo che la pianificazione fosse attività che precede le trasformazioni urbane e territoriali, fosse attività capace di dare risposte a bisogni e problemi del futuro a partire dall’eredità territoriale che ci è data.
Per dirla tutta non vorremmo che la professione dell’Urbanista fosse quella che presuppone eventi catastrofici.
E’ vero che gli urbanisti hanno mostrato la loro valentia in occasione di grandi eventi catastrofici. Hanno saputo ridisegnare le città distrutte dal malessere e le malattie colerose, dai grandi terremoti, dalle grandi alluvioni. Tutti eventi questi che hanno avuto un inizio, una prima fine temporale ed una seconda fine risolutiva. Il colera, una volta finita l’epidemia è stato poi debellato con le fogne e l’approvvigionamento idrico, il terremoto con le regole antisismiche, le alluvioni con la difesa del suolo e del territorio. Questa è la fine positiva di quelle esperienze in cui gli urbanisti hanno svolto un ruolo centrale.
Di fronte alla catastrofe dell’abusivismo sembra che la si voglia rendere permanente e senza fine. Ed è proprio per questo che non si trovano soluzioni…, politiche atte a fronteggiare questo cancro del territorio. La soluzione presuppone che il male scompaia. L’abusivismo per ora è curato in maniera da perpetuarsi con le sanatorie invece che con la pianificazione del futuro delle città.
Malgrado tutto siamo ancora qui a praticare la pianificazione del territorio. Purtroppo oggi sono cotretto anche a predicarla, perché questa fondamentale pratica che il mondo moderno ci ha spinto a costruire, sembra voler essere rinnegata da opzioni regressive che con qualche virulenza sembrano volersi incuneare irresponsabilmente nel processo di costruzione di un futuro desiderabile frutto di scelte consapevoli.

***Bernardo Rossi Doria è direttore del Dipartimento Città e Territorio della Facoltà di Architettura dell'Università di Palermo, dove insegna Urbanistica. Ha insegnato anche nell'Università di Roma e di Reggio Calabria. Ha svolto molti studi sui territori calabresi e siciliani, mantenendo una prospettiva ecologica e territorialista nell'analisi e nella pianificazione; in particolare, ha diretto la sezione siciliana della Ricerca Nazionale ITATEN


Progetto CampusOne@PTUA

Rapporto di Autovalutazione
Apertura anno accademico 2002-2003

La Facoltà di Architettura ha avviato fin dall’anno accademico 1998/99 uno specifico percorso formativo nell'ambito della Pianificazione territoriale, urbanistica e ambientale con l’obiettivo di immettere nell’ambito della ricerca, della didattica, della professione e dell’amministrazione pubblica operatori di elevato livello culturale e tecnico in grado di affrontare con appropriata consapevolezza e preparazione i problemi posti attualmente dalla complessità del contesto.
L’equilibrio delicato ed in continua evoluzione del sistema ambientale e territoriale e la necessità di riordinare e riqualificare gli insediamenti urbani di ogni dimensione impongono, in linea di principio, il ricorso crescente ai metodi e alle tecniche della pianificazione, sostenuta da adeguati apporti multidisciplinari. Non si tratta solo infatti di affrontare il tema della tradizionale urbanistica istituzionale fatta dalla gerarchica catena della pianificazione degli enti locali, ma di innestare una diversa consapevolezza del territorio sul quale agiscono molteplici ed autorevoli soggetti sociali pubblici e privati e nel quale figure professionali nuove siano in grado di collegare una domanda crescente di progettazione con la costruzione economica e sociale e la sostenibilità fisico ambientale del territorio.
La sempre maggiore domanda di capacità professionali applicate nel campo della pianificazione territoriale, urbanistica e ambientale trova rispondenza nella costruzione di un complesso sistema di conoscenza che ha oramai raggiunto adeguata consapevolezza e maturazione anche attraverso un’ampia storia di costruzione disciplinare e di sperimentazioni applicative. La necessità di definire un uso efficace delle risorse comunitarie, nell’ambito della crescente integrazione europea, pone la problematica dello sviluppo regionale come ambito specifico di una nuova applicazione della pianificazione e del progetto urbanistico, alle diverse scale territoriali ed urbane, nel quadro di una indifferibile sostenibilità dello sviluppo in ragione dei fattori ambientali e della qualità dell’insediamento umano nel suo complesso.
In questa direzione va accreditata la centralità mediterranea di un percorso formativo in Pianificazione territoriale, urbanistica e ambientale che nasce in Sicilia per dare corpo alle ragioni di un’area geo-culturale che costituisce anche priorità nell’intervento dell’Unione Europea, dove i dottori in pianificazione potranno attivare le competenze acquisite e diventare soggetti promotori di sviluppo.


Manifesto degli studiParchi e riserve naturali


RICERCA
Dal 1991 e’ componente del collegio dei docenti del Dottorato di ricerca in pianificazione urbana e territoriale con sede a Palermo.
Nel 1965 ottiene una borsa "Fullbright Senior Scholar" per un soggiorno negli USA ed e'stato invitato come "Visiting Associate" presso il Joint Center for Urban Studies della Universita' di Harvard e del M.I.T., Massachusset Institute of Technology.
Dal Febbraio 1993 al dicembre 1998 é Direttore del Dipartimento "Città e territorio" dell'Università di Palermo.
Ha in corso di elaborazione ricerche ex fondi Murst 40% , sviluppo locale autosostenibile (unità locale di Palermo, coord univ. Di Firenze);CNR Laboratoi per lo sviluppo autosostenibile; Ex 60% Murst (sicilia sostenibile ed altre in corso di completamento).

PUBBLICAZIONI. (4)
L'UOMO E L'USO DEL TERRITORIO. Edizione "La Nuova Italia" Firenze 1977. Ristampe: 1978, 1980, 1983.
Conservazione e cambiamento. L’insieme e le Parti. Relazione al convegno di “Italia Nostra” : “I centri storici nella città contemporanea”, Napoli 1-3 Dicembre 1995. Rielaborato e ampliato per il seminario "Ecologia e...", Ingurtosu (sardegna) 1997. In “OIKOS” nuova serie n. 4-5, 1998.
“COME SE CI FOSSERO LE STELLE”. Prefazione. Atti del Convegno : “Trasformazioni delle città e del territorio: percorsi meridiani tra sviluppo locale e processi globali” Palermo 1997. CUEN. Napoli. 1998.
RIGUARDARE I LUOGHI. Relazione introduttiva alla quarta sessione del convengo: “Trasformazioni delle città e del territorio: percorsi meridiani tra sviluppo locale e processi globali” Palermo 1997. CUEN. Napoli. 1998.

PRINCIPALI INCARICHI PROFESSIONALI
Nel 1967 e' membro della Commissione incaricata dal Ministero dei LLPP di redigere la prima "Ipotesi di assetto territoriale del Lazio", successivamente adottata dal Comitato Regionale per la Programmazione Economica.
Nel 1991-92 é Consulente del Comune di Stalettì (CZ) per l'analisi delle risorse paesaggistiche del territorio comunale finalizzata alla redazione del PRG.
Dal 1992 al 1998 é Consulente del Comune di Crotone per la redazione della variante generale al PRG.
Nel 1993 è’ progettista del nuovo PRG del Comune di Orvieto(TR) (approvato nel dicembre 1999).
Dal 1994 è progettista del nuovo PRG. del Comune di Cutro (KR), (approvato nel dicembre 1999)
Dal 1995 è Coordinatore del gruppo di progettazione del PRG del Comune di CARINI (Palermo). (progetto di massima approvato dal CC nel 1997).
Dal 1998 è coordinatore del gruppo di progettazione del PRG del comune di Zafferana Etnea (CT).

CONSULENZE PUBBLICHE.
Nel 1969 e' nominato Membro della "Commissione Consultiva Permanente" istituita con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, per "lo studio dei problemi inerenti la difesa del Paesaggio e del patrimonio storico artistico."
Nel 1972 e nel 1975 e' Consulente del Ministero dei Lavori Pubblici, per la protezione delle bellezze naturali e del patrimonio storico artistico nella pianificazione territoriale. E per la tutela dei centri storici.
Negli anni 1972-75 e 1977-78 e' Consulente Tecnico del Consiglio d'Europa per la preparazione della "Annata Europea del Patrimonio Architettonico". In particolare e' responsabile del "Programma Europeo di Realizzazioni Esemplari", e redige un "Rapporto sulla situazione del Patrimonio Architettonico Europeo."
Nel 1976 e' consulente della CEE per la redazione di studi preparatori della Direttiva sull'Impatto Ambientale in relazione alla sua applicabilita' in Italia.
Nel 1986/87 e' Consulente della Regione Calabria, Assessorato all'Urbanistica, per la pianificazione del paesaggio. In tale periodo è stata elaborata la legge regionale di attuazione della legge n. 431/85, n. 23 approvata dal Consiglio Regionale nel 1990.
Nel 1997 è componente della Commissione istituita dalla Regione Lazio per la formazione della nuova legge urbanistica regionale (approvata e vigente nov. 1999)
Dal Giugno 1993 al Luglio 1994, e dal 2000, è Consulente Tecnico dell’assessore del territorio e dell’ambiente della Regione Siciliana.
Nel 1999 è membro del comitato scientifico istituito dal ministero dei BBCCAA per la Conferenza nazionale sui problemi del Paesaggio (Roma, ottobre 1999).


ATTIVITA’ EDITORIALI
Dal 1974 al 1980, e' collaboratore del "Corriere della Sera".
Dal 1980 al 1982 e' collaboratore de "Il Messaggero" di Roma.


ROSSI DORIA, Bernardo
L'uomo e l'uso del territorio / di Bernardo Rossi Doria. -Firenze : La Nuova Italia, 1977.
ROSSI DORIA B., "Il sito e i sedimenti della storia: tempi e modi delle trasformazioni, in F. Lo Piccolo (a cura di), Identità urbana. Materiali per un dibattito" , ISBN/ISSN: 88-7448-603-0 , (1995) volume collettaneo . ROSSI DORIA B., "Il disegno della città. Razionale o sostenibile?, in E. Tiezzi, N. Marchettini (a cura di), Oltre l'Illuminismo" , pp.: 157-183 , ISBN/ISSN: 88-7146-319-6 , (1998) volume collettaneo . OSSI DORIA B., "Conservazione e cambiamento. L'insieme e le parti" , Rivista: Oikos (nuova serie) , Volume: 4-5 , (1998) . ROSSI DORIA B., "Riguardare i luoghi: immagini,percorsi, progetti del cambiamento, in M. Di Rosa, F. Lo Piccolo, F. Schilleci, F. Trapani (a cura di), Come se ci fossero le stelle. Trasformazioni delle città e del territorio: percorsi meridiani tra sviluppo locale e pprocessi globali" , pp.: 347-351 , ISBN/ISSN: 88-7146-432-X , (1998) volume collettaneo . DI ROSA M., LO PICCOLO F., ROSSI DORIA B., SCHILLECI F., "Il paesaggio siciliano o della complessità dell'essere" , Rivista: daQuì. Rivista di lett. arte e società fra regioni e le culture mediterranee , Volume: 5 , pp.: 113-130 , (1999) .
PALERMO VERSO UN NUOVO PIANO - ATTI E DOCUMENTI Bernardo Rossi-Doria (a cura di)
In questo quaderno sono raccolti gli Atti di due incontri sul tema del nuovo Piano Regolatore di Palermo, svolti nel 1994 presso l'Università, unitamente ad alcuni Documenti ufficiali importanti, ad una Cronistoria dei principali eventi politici e degli atti ufficiali a partire dal 1988, e alla Rassegna degli articoli apparsi sulla stampa locale nello stesso periodo.

per

orti & giardini

orti.giardini@email.it













































































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